Aumentano i costi dei treni, Codacons Calabria annuncia un esposto all’Antitrust

“Già dal 13 luglio, scegliere il posto in treno ha un sovrapprezzo di 2 euro. La novità riguarda i Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca. Praticamente due amici, per fare un viaggio insieme, dovranno pagare ben quattro euro in più”.

Ad analizzare la novità è il Codacons che parla di “danno ai clienti Trenitalia” e di “aumento occulto” annunciando un esposto all’Antitrust e all’Autorità dei Trasporti avverso “un provvedimento abnorme in quanto, a differenza degli aerei, sui treni non esistono elementi che differenzino, in maniera sostanziale, un posto dall’altro, tali da giustificare un incremento del costo del biglietto di 2 euro”.

“Ma inseguire le distanze – sostiene il Codacons – costerà di più se ci si muove ‘verso sud’. Un’assurda penalizzazione per la Calabria e per la sua vocazione turistica. Un ritornello che rimane, giorno dopo giorno, una sterile e ripetitiva dichiarazione d’intenti ma che nei fatti viene, addirittura, penalizzata”.

“Premesso che Trenitalia opera in regime di monopolio – precisa il Codacons – applicare tariffe maggiori per chi si reca in Calabria, rappresenterebbe davvero uno schiaffo per la nostra regione e per chi ci vive. E qui si aggiunge anche la beffa.

Infatti la nostra regione, preso atto delle macroscopiche inefficienze delle reti ferroviarie, già si è assunta i costi per il loro ‘potenziamento’”.

Costi che, secondo l’assunto del Codacons, sarebbero “illegittimamente addebitati ai calabresi” che, “non solo pagano il biglietto ma, soprattutto, pagano i disagi di una rete anacronistica e pericolosa”

“Ovviamente – aggiunge il Codacons – sulle condizioni delle linee, rimaste sconsolatamente quelle descritte da Rino Gaetano, preferiamo glissare ed occuparci dell’utilizzo dei soldi pubblici.

La Regione Calabria ha già versato a RFI oltre mezzo milione di euro per eseguire lavori sulla tratta jonica.

Il rischio che si utilizzi del danaro pubblico per eseguire interventi di normale manutenzione – è la conclusione – è reale, atteso che, nonostante le nostre ricerche non vi è traccia del progetto sulla base del quale i calabresi hanno ‘regalato’ più di mezzo miliardo di euro a RFI, ricevendo in cambio, soltanto degli aumenti”.

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