Attentato di Limbadi, arrestato il cognato dei capi della cosca Mancuso per detenzione abusiva di armi

Nell’ambito delle indagini sullo scoppio della bomba che ha causato la morte di Matteo Vinci e del ferimento del padre, i carabinieri hanno tratto in arresto il 71enne Domenico Di Grillo, marito di Rosaria Mancuso, sorella dei capi della potente cosca di ‘ndrangheta. L’accusa è di detenzione abusiva di arma e munizioni.
L’operazione dei militari si è concretizzata a Limbadi, a seguito del ritrovamento di un fucile di provenienza illecita e di diverse cartucce nell’abitazione dell’uomo a Limbadi.
Al vaglio degli inquirenti vi sono diverse ipotesi in riferimento al movente dell’omicidio: in corso di approfondimento, in particolare, sono i contrasti fra la famiglia Di Grillo-Mancuso e la vittima.

L’attentato di località Cervolaro, materializzatosi con l’esplosione della Ford Fiesta su cui viaggiavano i due uomini, ha scatenato il dibattito a livello nazionale sulla pericolosità della criminalità organizzata in Calabria.

 

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