Ato rifiuti, tutti i rilievi di Sinistra Italiana

“Non sappiamo se lo stallo della situazione politica del capoluogo abbia ingessato anche gli amministratori della Provincia; fatto sta che anche la vicenda dell’Ato, e della relativa assemblea dei sindaci presieduta dal dottor Costa, è diventata grottesca e rischia di concludersi in tragedia”.

La segreteria provinciale di Sinistra Italiana interviene sul tema della gestione dei rifiuti e sostiene che “anni e anni di sedute disertate da tantissimi sindaci (tant’è vero che giorni fa si è deliberato di ridurre a un terzo il numero legale), progetti votati dai sindaci presenti ma osteggiati da qualcun altro, revoche su revoche della Regione, cani menati per l’aia, stanno portando a una rinuncia collettiva da parte degli amministratori della Provincia, incapaci di decidere ma anche di motivare la loro contrarietà e assumersene la responsabilità. È questo, in sintesi, lo ‘stato dell’arte’ dello smaltimento dei rifiuti nel vibonese.
Eppure – rileva il partito di sinistra – un progetto, con relativo stanziamento di oltre 40 milioni di euro, ci sarebbe già: quello dell’impianto di selezione e discarica nel Comune di Sant’Onofrio, votato dalla maggioranza dei sindaci presenti, compreso quello di Vibo, in un’assemblea Ato nell’autunno del 2017. Nonostante questa delibera sia ancora valida, da allora non ci sono stati passi in avanti: bisogna preparare il Piano di ambito, una sorta di relazione/pianificazione su come la Provincia smaltirà i propri rifiuti urbani, ma la cosa sembra non riguardare i nostri sindaci. Le contrarietà a questo progetto, che pure l’Amministrazione di Sant’Onofrio ha sempre sostenuto e si è dichiarata pronta a mettere a confronto e in discussione, ci sono sempre state, a cominciare da quelle dei comuni confinanti e dell’opposizione comunale di Sant’Onofrio. A quanto pare oggi nel fronte dei contrari, guidato dal sindaco di Stefanaconi, nonché presidente della Provincia, Salvatore Solano, si può annoverare anche il sindaco Costa, tra una dichiarazione in libertà e l’altra.
Non siamo ultras di Onofrio Maragò né del progetto dell’eco-distretto di Sant’Onofrio; però alcune domande ai leader del ‘fronte del no’ e a tutti gli amministratori del vibonese ci sentiamo in dovere di farle…Perché – è la prima di diverse domande – avete snobbato le varie sedute dell’assemblea Ato negli ultimi due anni? Perché avete votato a favore di una delibera e poi non siete stati consequenziali? Se avete cambiato idea, potete dare spiegazioni sensate e lungimiranti? Perché, in tutto questo tempo, non avete preparato progetti alternativi? Perché ancora oggi continuate a menare il can per l’aia, trincerandovi dietro l’attesa delle determinazioni regionali o dietro frasi fatte e espressioni tipiche del ministro Toninelli? Chi parla di ‘attenta analisi costi-benefici’ è palese che non sa che pesci prendere e non sa o non vuole assumersi responsabilità. A chi parla di ‘discutere nel merito delle questioni’, di ‘percorsi condivisi e partecipati’, vorremmo chiedere cosa hanno fatto, di cosa hanno discusso, in questi due anni di assemblee dell’Ato”.
Ancora oggi – afferma Sinistra Italiana – il sindaco-capofila Costa e il sindaco-presidente Solano dimostrano di non avere le idee chiare e rilasciano dichiarazioni contraddittorie: affermano di non voler rinunciare all’autonomia della provincia, ma anche di voler esportare i rifiuti, magari limitandosi a quelli indifferenziati, verso gli impianti di Lamezia o di Gioia Tauro. Tirano in ballo la Regione, che non si è pronunciata perché chi guida il carro dell’Ato provinciale non s’è adoperato nel formulare il Piano di Ambito dei rifiuti! E, visto che va di moda parlare di ‘costi e benefici’, ci permettiamo di dare qualche suggerimento. Un Ambito Territoriale Ottimale è tale soltanto se è autonomo e autosufficiente. Se invece dipende dagli impianti e dalle discariche di altre province, la tariffa d’ambito di conferimento rifiuti verrà determinata dall’esterno, con una sovrattassa di 5 euro a tonnellata, destinata per giunta a aumentare, stabilita dalla Regione per chi trasporta rifiuti fuori dal territorio provinciale. Gli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti richiedono l’impegno di personale (qualche decina) e generano attività economiche dell’indotto che, sotto un rigido controllo ambientale e di legalità, creano posti di lavoro e portano benefici al territorio in cui si trovano ad operare. I rifiuti, così come in altre realtà, dovrebbero essere una fonte di ricchezza, non rappresentare un problema al quale nel corso degli anni non si è saputo dare una soluzione. Appare incomprensibile – è la conclusione – come una provincia in calo demografico e con una bassa densità di popolazione, coi tanti professionisti della politica e della società civile di cui dispone, non sia in grado di avanzare proposte e progetti per il trattamento e lo smaltimento dei propri rifiuti in un sito lontano dai centri abitati ma vicino alle vie di comunicazione e rischi di perdere un finanziamento pubblico di quasi 45 milioni di euro, a beneficio del territorio catanzarese”.

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