«In tutti questi mesi di nostre continue denunce, il sindaco di Reggio Calabria è stato zitto, muto, silente” Klaus Davi fotografa l’esistente e constata quanto accaduto dai giorni delle elezioni comunali a stamattina, quando l’attività d’indagine degli investigatori è scaturita negli arresti di Antonino Castorina, pezzo da novanta del Partito Democratico e di un presidente di seggio, Carmelo Giustra.
“Non una parola – rimarca il già candidato a sindaco – su quanto trapelava abbondantemente dai giornali in merito ai brogli presuntamente messi in atto dai suoi uomini di fiducia. Non una riflessione sul degrado della città. Non un’esternazione sulla gestione molto discutibile delle elezioni da parte dei suoi uffici comunali. Posso capire che in una terra come la nostra, attanagliata dal malaffare e di cui gran parte della popolazione è vittima, la ‘ndrangheta stia zitta e incassi un dividendo politico dall’omertà diffusa. Ma un sindaco no. Il suo beffardo, menefreghista e inquietante silenzio l’ho trovato aberrante e offensivo per i cittadini. Nondimeno, la sua non è stata una linea politica sempre coerente perché in altre occasioni invece si sono sprecati i ‘complimenti‘ per l’ottimo lavoro svolto, per esempio, dalla ‘Commissione Elettorale’ il giorno della proclamazione. ‘Una garanzia’, ha scandito a favore di telecamere. Lì è stato largo di manica. In quel caso il senso istituzionale è riemerso. Ma poi: silenzio totale”. Me lo aspetto dalla ‘ndrangheta, ma non da un sindaco appena rieletto – conclude il massmediologo – da una città che chiede trasparenza”