Appello urgente: qualcuno ha visto quest’uomo?

Da giorni si sono perse le tracce di un uomo di 37 anni. Il suo nome è Giuseppe Falcomatà ed è molto noto a Reggio Calabria, anche se per ragioni non proprio commendevoli. Gli ultimi avvistamenti lo collocano, insieme ad alcuni dei suoi “compagnelli” di gioco, sulla spiaggia di Catona. Il giovane, di professione influencer su Facebook, da nove giorni non lascia un segno, sia pur minimo, della sua presenza sul social network: è questa l’anomalia che desta maggiore preoccupazione. Risale, infatti, al 13 agosto, la sua apparizione virtuale più recente: l’occasione gli è stata tristemente data dalla scomparsa di Gino Strada. Prima di quelle ultime righe, Giuseppe aveva dedicato un paio di pensieri agli incendi che hanno divorato l’Aspromonte, uno alla commemorazione del giudice Scopelliti ed uno alla storica doppietta Jacobs-Tamberi alle Olimpiadi di Tokio. Il resto del mese di agosto è rimasto avvolto nel silenzio, una circostanza anomala che ha gettato nello sconforto i suoi seguaci i quali, sebbene ridottisi considerevolmente di numero negli ultimi sette anni, continuano a credere alle sue bizzarre fantasie.

Il 37enne, infatti, va in giro sostenendo pubblicamente, non se ne conoscono le ragioni psichiche, di essere il sindaco di Reggio Calabria. Una evidente sciocchezza, se solo si pensa al tenore delle sue uscite social sopra elencate ed al fatto che, se davvero lo fosse stato, sarebbe stato impossibile darsi alla macchia in questa estate durante la quale la città e la sua provincia sono state, e sono tuttora, oppresse dalla tempesta perfetta: mancanza d’acqua come nel Quarto Mondo, roghi ovunque, spazzatura a contendersi il territorio con gli agguerriti clan di topi e scarafaggi. Il tutto in un contesto di sconfortante desolazione ben tratteggiato dalla depressione che si respira sul Lungomare dal quale in tanti si sono allontanati a causa di decisioni dementi assunte dall’ignoto Primo Cittadino di Reggio Calabria e dai suoi invasati adepti. Quella di considerarsi sindaco del capoluogo in riva allo Stretto non è la sola simpatica stravaganza con cui Falcomatà allieta gli interlocutori: nessuno ha dimenticato di quando ha paragonato, tra frizzi e lazzi, la decrepita Villa Comunale al celeberrimo Central Park di New York; oppure quando ha immaginato, facendo sghignazzare migliaia e migliaia di persone, il malridotto quartiere Candeloro a Notting Hill, una delle zone più trendy di Londra; o ancora, quando, con piglio deciso, ha inoltrato all’UEFA la richiesta di far disputare la finale di Champions League allo Stadio Granillo, un campetto che impallidisce al cospetto dei nuovi impianti sportivi albanesi. Innocue passeggiate nel fantastico universo parallelo abitato da Giuseppe che, per questo, non viene mai contraddetto, nemmeno dai soggetti che, ogni tanto, incrocia nel suo vagabondare e anch’essi preda di un brusco sdoppiamento di personalità: nel caso specifico, gli individui in questione affermano, anche se con meno persuasione del loro più famoso “amichetto”, di essere consiglieri comunali dell’opposizione. Naturalmente anche questa una invenzione inverosimile partorita da menti ingenue, che proprio per questo suscitano tanta tenerezza e compassione. Dunque, come intuibile, non un contesto ambientale favorevole quello frequentato da Giuseppe Falcomatà che, per tale ragione, necessita di un aiuto immediato: chiunque dovesse avere sue notizie non serve, per carità di patria, che lo comunichi alle autorità, ma è molto più importante che lo riporti alla realtà. Pertanto, sarebbe pericolosissimo, in caso di ritrovamento, metterlo in contatto con garzoni e vallette che lo circondano compiacenti nelle giornate segnate dalla monotonia: da Rosanna Scopelliti a Rocco Albanese, da Paolo Brunetti a Filippo Quartuccio ed Armando Neri. Incontrarli si rivelerebbe fatale per la sua stabilità emotiva, catastrofico per la vita di Reggio Calabria.

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