Antonio Polimeni tra trofei e futuro Domotek Volley Reggio Calabria

Il tour delle celebrazioni continua. Dopo quattro finali, l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria ha voluto premiare la Domotek Volley, promossa in Serie A2, con tutta la squadra presente in Sala Consiglio. E’ stato il momento per fare il punto con il mister Antonio Polimeni: ”Quest’anno abbiamo raccolto tutte queste emozioni. È stato fantastico perché alla fine poter vincere tutto in un’annata è qualcosa di pazzesco. In più ci metti che il sottoscritto ha ricevuto anche il San Giorgio d’Oro: ti fa capire come ancora stento a realizzare il tutto”.

Polimeni non nasconde la difficoltà di metabolizzare una stagione da sogno: “La vittoria della Coppa Italia Del Monte, per forza di cose, l’ho dovuta subito accantonare e far fare la stessa cosa anche ai ragazzi. Così è stato per la Supercoppa. Non le abbiamo volute godere appieno queste giornate. Perché dovevamo pensare all’obiettivo più importante: quello che porta a poter giocare in una categoria importante, la seconda serie. Ricordiamoci che il campionato italiano è il migliore al mondo. E adesso realizziamo tutto”.

Il mister sottolinea il valore di un gruppo che va ben oltre il campo: “Un cammino fantastico fatto da uomini altrettanto fantastici, che non sono solo i giocatori, ma anche i dirigenti che hanno dimostrato di saper vincere”.

C’è anche un velo di nostalgia: “Siamo stanchi, sono stanco. Ho necessità di staccare. Direi una bugia se ti dicessi che non mi manca già il PalaCalafiore. So già che tra un po’ di giorni mancheranno i ragazzi, mancherà la quotidianità con loro, la battuta, il rapporto. Però ormai i telefoni ci fanno stare tanto vicini e ti dico la verità: ho necessità di staccare la spina, perché è stata un’annata tanto bella quanto stancante. E sono solo felice che la mia stanchezza, quella dei ragazzi, della dirigenza, della società, sia stata ripagata appieno da questi straordinari obiettivi raggiunti”.

L’abbraccio della città è stato travolgente: “Tutti noi veniamo fermati per strada. E’ un gruppo irripetibile”.

Polimeni prova a mettere ordine nella gioia: “Oggi posso dire che abbiamo centrato gli obiettivi: i tre obiettivi (campionato, Coppa Italia, Supercoppa, ndr) e in più ci metto anche quel titolo personale del San Giorgio d’Oro, che è frutto dei sacrifici anche di altri: della società, dei ragazzi, di chiunque in questi anni si è messo in mostra e ha fatto in modo che il sottoscritto potesse essere esaltato nelle sue peculiarità”.

Ma il vero premio, per lui, è un altro: “Posso dire che oggi il trofeo più grande è quello di aver portato migliaia e migliaia di persone al palazzetto a Reggio Calabria, nella mia città, per vedere la nostra pallavolo. E averlo fatto come nessuna città d’Italia dal punto di vista pallavolistico ha fatto. Questo per noi è un vanto, un orgoglio, un onore, ma anche tanta responsabilità”.

Irripetibile, appunto: “Irripetibile. È chiaro, ce lo siamo detti l’anno scorso, ce lo siamo detti due anni fa, ce lo diciamo ogni anno. E non è facilmente ripetibile un percorso del genere: poter vincere tutto in un anno”.

Ora lo sguardo è già al futuro, con realismo: “Ci interfacciamo adesso con una categoria importante, in cui il livello si è alzato negli ultimi anni e si alzerà anche l’anno prossimo. È sicuramente diverso rispetto a quello della serie B e della A3. Quindi è una responsabilità importante. Iniziamo a fare mercato adesso, quando gli altri hanno già completato un mese fa. E di giocatori non ne sono rimasti molti sul mercato. Quelli a disposizione sono tutti atleti che hanno necessità di mettersi in mostra, di lavorare in un certo modo per poter, insieme a noi, dimostrare il valore della categoria. L’obiettivo, per chiunque, in qualsiasi categoria – vale per la Superlega, vale per la A2, vale per la B – è quello di poter mantenere il titolo. Noi l’anno scorso siamo stati un’anomalia, siamo andati in finale per salire. È chiaro che non è una cosa facilmente ripetibile, soprattutto in A2, dove il livello – lo ripeto – è veramente alto ed è pari ai primi campionati e alle prime categorie di tante altre nazioni”.

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