Angela Marcianò baluardo dell’Università “Mediterranea” ferita dall’incuranza

L'approccio da adottare, come messo in evidenza da Angela Marcianò, è l'esatto opposto rispetto al distacco ostentato da Davi

In tempi di campagna elettorale ogni parola, anche quella apparentemente più neutra, ha un peso specifico di straordinaria rilevanza ed il confronto tra i candidati a sindaco di Reggio Calabria svoltosi nel pomeriggio di venerdì a Porto Bolaro ha rappresentato, tra i diversi spunti offerti, l’occasione propizia per tratteggiare al meglio le diverse posizioni sul polo culturale per antonomasia: l’Università Mediterranea.

Fulcro di attività intellettuale, centro di aggregazione dei “cervelli” preminenti, punto di riferimento per una comunità ansiosa di volare alto rispetto all’acquitrino dell’insignificanza nel quale taluno vorrebbe annegare le legittime, e realizzabili, aspirazioni di emancipazione, costituisce l’ideale cartina di tornasole tramite cui intuire le divergenti visioni dei vari aspiranti alla carica di Primo Cittadino. Quanto mai indicativo, a tal riguardo, è stato il responso del dibattito dipanatosi nelle scorse ore. A fronte della apatica freddezza ostentata da molti di loro, un preciso concetto espresso da Klaus Davi (stravagante personaggio svizzero con l’hobby delle candidature in Calabria delle cui arterie emotive niente conosce quantunque sia arrivato a definirsi “reggino” non si sa bene sulla base di quale requisito), è stato perfettamente esplicativo. Oggetto della discussione era la reputazione della città e il massmediologo di stanza a Milano non ha trovato di meglio che rivolgersi con somma sufficienza nei riguardi dell’Università “Mediterranea”, a suo dire inidonea a compiere valutazioni relative al tema in quel momento al centro del confronto. Parole che sarebbero passate sotto silenzio se Angela Marcianò, docente universitaria presso l’Università di Messina e che alla “Mediterranea” è cresciuta e si è formata, non avesse, da par suo, spazzato quel giudizio marchiato da noncuranza e reso manifesto da chi, al contrario, avrebbe difficoltà a raggiungere le facoltà reggine anche con il supporto di Google Maps. La giuslavorista, infatti, ha prontamente spiegato ai distratti “cos’è” la “Mediterranea” il cui autorevole Corpo Accademico dà forma a Dipartimenti di apicale eccellenza, vanto attraente del territorio e culla di talenti di chiarissima fama. L’approccio da adottare, come messo in evidenza da Angela Marcianò, è l’esatto opposto rispetto al distacco ostentato da Davi: l’impellenza di costruire attorno all’università reggina tutte le condizioni organiche alla sua promozione. Un obbligo, oltre che un’opportunità imperdibile, per amministratori competenti ed abili nel tracciare il solco lungo il quale far muovere progetti, visioni e speranze. Un proposito che la professoressa Marcianò ha fatto proprio con convinzione immaginando per la “Mediterranea” un futuro immediato da “laboratorio permanente di idee”, assieme carburante e potentissimo motore del volano con cui programmare il decollo dell’intera collettività.

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