Ancora Italia invita l’Arcivescovo “a ponderare bene gli effetti negativi della chiusura del Seminario”

“Apprendiamo dai media locali – riferisce Giuseppe Modafferi, Coordinatore regionale di Ancora Italia – della volontà dell’arcivescovo Fortunato Morrone di chiudere il Seminario Pio XI di Reggio Calabria al fine di concentrare i seminaristi della Regione Calabria nel Seminario di Catanzaro.
Pur non conoscendo i motivi reali di simili scelte tese a “concentrare ed ottimizzare”, invitiamo l’Arcivescovo a ponderare bene gli effetti negativi di una simile scelta che, inevitabilmente, ricadranno sulla martoriata realtà sociale e culturale reggina.
Già per altre realtà Reggio ha pagato il dazio delle cosiddette concentrazioni (capoluogo, Poste, Ferrovie, Scuola della Pubblica Amministrazione, ecc. ), un criterio che non può sempre penalizzare quelle realtà che non risultano burocraticamente capoluogo di regione”.


“Il Seminario – ricorda il dirigente di Ancora Italia – è stato nei decenni una istituzione per il mondo cattolico reggino, una fucina di nuovi prelati, ed un punto di riferimento culturale e sociale per l´intera comunità reggina.
Ipotizzarne adesso la chiusura, crea preoccupazione sconforto e delusione in un momento di forte crisi della città, una crisi culturale, sociale economica e politica. Per tali motivi, prima di assumere qualsiasi decisione dettata sicuramente da fattori economici, appare necessario valutare con la maggiore attenzione possibile i danni non solo di natura materiale, sulla realtà reggina già delusa e sconfortata per l’ andazzo politico ed economico della città.
Riteniamo sembra alcun dubbio che la chiusura del Seminario e il suo trasferimento a Catanzaro sia un gravissimo messaggio di depauperamento del territorio, delle periferie tanto amate dal Sommo Pontefice Francesco.
I reggini hanno sempre dimostrato devozione ed attaccamento alla religione cattolica e ai suoi degni rappresentanti che si sono succeduti nei decenni e che tanto bene hanno apportato alla città non solo in termini di conforto religioso. Ricordiamo i Monsignori Ferro, Sorrentino, Mondello, giganti che hanno lasciato un segno nella storia della città.
Tale misura forzata viene imposta come un provvedimento desiderato dal nostro amatissimo Papa Francesco, ma di fatto alla base vi è la volontà dei vescovi calabresi, in particolare del presidente della Conferenza Episcopale Calabra, Fortunato Morrone che invitiamo ad una maggiore attenzione e riflessione”.
“Ci auguriamo – spera Modafferi – che Sua Eccellenza Fortunato Morrone, illuminato dalla Madonna della Consolazione e San Giorgio e San Francesco di Paola, possa rivedere i suoi propositi ed investire nella bella ed efficiente realtà del Seminario Pio XI di Reggio Calabria. La comunità cattolica reggina avrà modo di poter manifestare il proprio sentimento di gratitudine”.

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