“Anche quest’anno gli incendi potrebbero devastare i nostri boschi, a vantaggio della mafia”

«La Giunta regionale della Calabria approvi subito il piano Aib 2018, per non ripetere il disastro dello scorso anno, in cui andarono in fumo più di 400 chilometri quadrati di bosco». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Paolo Parentela, che aggiunge: «A differenza della Sicilia, la nostra regione non ha ancora provveduto. Calabria Verde è al centro di grossi scandali e non si vedono azioni concrete per la prevenzione, l’eterna assente. Servono azioni efficaci richieste dalla legge, in particolare la manutenzione delle piste taglia fuoco, le operazioni di manutenzione del bosco e la previsione di interventi al posto dei proprietari inadempienti». «Inoltre, di norma i Comuni – continua il parlamentare M5s – dovrebbero gestire un catasto delle aree percorse dal fuoco, atteso che la legge impedisce per dieci anni di costruire sulle aree bruciate. Lo scorso anno ho chiesto ai Comuni calabresi di sapere se avessero attivato e aggiornato il catasto incendi. Su 404, mi hanno risposto solo in 5 e nessuno aveva ancora aggiornato il catasto al 2017». «Il disastro dell’anno scorso – accusa Parentela – è stato determinato soprattutto dalla cancellazione del Corpo Forestale dello Stato, voluta dal duo Madia-Renzi, che ha fatto sparire anche la funzione del Direttore operativo dello spegnimento, fondamentale per il coordinamento delle operazioni. Se non bastasse, di 32 elicotteri degli ex forestali 16 sono stati assegnati ai Vigili del fuoco e 16 ai Carabinieri, questi esonerati dal servizio antincendio e con i velivoli ricevuti non più impiegabili per lo spegnimento in aree impervie». «Circa la prevenzione, occorre – sottolinea l’esponente 5stelle – avviare una campagna di sensibilizzazione utilizzando il servizio pubblico radiotelevisivo. Per fortuna il capo della Protezione civile calabrese, Carlo Tansi, che ringrazio, ha lavorato all’applicazione ‘EasyAlert’, sistema unico in Italia dedicato alla segnalazione universale, localizzazione e gestione di calamità in corso». «Senza un piano concreto Aib – conclude Parentela – anche quest’anno gli incendi potrebbero devastare il nostro patrimonio boschivo, a danno dei calabresi e a vantaggio della mafia dei boschi, pronta a sfruttare altra biomassa per un business milionario su cui le Procure stanno ottenendo importanti risultati, anche grazie alle nostre denunce».

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