AmaReggio: “Falcomatà ha impoverito la città”

"Travisa la realtà pensando di incantare i cittadini"

“Ancora una volta Falcomatà travisa la realtà pensando di incantare i cittadini reggini, ormai stanchi di raggiri e sotterfugi, e soprattutto – ammonisce AmaReggio – cercando così di sfuggire ai contenuti di un reale dibattito politico attraverso l’uso del pettegolezzo e della caciara.

La nuova formula, inventata sulla scia di un odio nazionale creato ad arte, è quella di non voler cedere la città ad un invasore straniero. Una favola che dimentica di come in tanti, in questi anni, si sono battuti per la città, partendo proprio da quelle radici che lui stesso dice di amare, ma che ha solo impoverito e depauperato Reggio. Davvero dobbiamo ricordare, come evento ‘epocale’ e magari trasmetterlo ai posteri, che come per prodigio è stato cancellato il rischio del dissesto finanziario per il Comune di Reggio Calabria? Davvero dobbiamo credere che dei malpagati operai ‘ci vogliono vedere morti’ e magari seppelliti dalla spazzatura? A dir la verità, bisogna ancora smaltire alcune vicende oscure e indegne che si sono verificate durante gli anni ( 5 + 1 ) di quest’Amministrazione.
La vicenda Tavecchio (luglio-settembre 2015: fine della Reggina).
Luglio 2015: delibera per concessione diretta dell’albergo Miraramare. Secondo il Pubblico Ministero, le persone indagate (Sindaco e Giunta) avrebbero violato i doveri di «imparzialità, trasparenza e buona amministrazione». Concessione avvenuta ad un amico del Primo Cittadino.
Agosto 2015: lo staff, di cinque membri, volontario del Sindaco decide che non entrerà più a Palazzo San Giorgio se non dopo la contrattualizzazione. Dopo circa 10 mesi, una sospensione tardiva, dato che senza nessuna autorizzazione e senza nessuna nomina, maneggiava “carte, delibere, atti delicati”, dati sensibili che nessun volontario avrebbe mai potuto visionare.
Gennaio 2016: vendita ad un privato di una parte del Parco Caserta, una delle pochissime aree verdi comunali.
Maggio 2016: trovati resti di parte di una città sotto Reggio Calabria. Risalgono a 1.900 anni fa, sono venuti alla luce durante lo scavo per un parcheggio. Dopo un periodo di abbandono, sporcizia e degrado, li hanno nuovamente seppelliti.
Giugno 2018: crollo, causa maltempo, della storica scalinata di via Fiume. Scarsa manutenzione prima e successivamente scalinata mai più ripristinata.
Giugno 2020: ‘Operazione Helios’ che coinvolge esponenti di Palazzo San Giorgio.
Per non parlare del debito quadruplicato, del Canile di Mortara, dell’amianto a Gallico (ex Fata Morgana), del festino privato al Castello (mascherato come evento culturale) dei ficus millenari che crollano per uno sbalzo di temperatura conosciuto solo dal sindaco, e la lista potrebbe allungarsi all’inifinito”
“Tutte queste vicende – a giudizio del Movimento civico che si presenta, nella coalizione del centrodestra, alle elezioni del 20 e 21 settembre – fanno pensare che, più che guardare al nemico straniero, bisognerebbe individuare il nemico all’interno di quelle mura che circondavano anticamente la città.
Non a caso lo stesso Italo Falcomatà dispose la statua di Atena verso Reggio e non verso l’esterno del suo abitato, a difesa dei reggini”.

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