È allarme ludopatia nelle Serre. Ecco QUANTO si gioca nei nostri paesi

Quanto si gioca nelle Serre alle slot? A fornire una risposta, anzi, un allarme è il gruppo “Espresso” che ha messo a disposizione una piattaforma [database creato incrociando i dati di popolazione (Istat), reddito (Mef) e raccolta gioco (Aams)] per calcolare il volume delle giocate in ogni paese. I dati fanno riflettere e invitano ad una rapida azione correttiva. Facciamo qualche esempio, considerando i flussi del 2016, per rendere l’idea:

SERRA SAN BRUNO
Giocate pro-capite: 540 euro
Popolazione: 6.698
Reddito pro-capite: 12.211 euro
Giocate complessive: 3,62 milioni di euro
Totale apparecchi: 62
Numero di apparecchi per 1000 abitanti: 9,3
Indice di virtuosità: 2 su 5

MONGIANA
Giocate pro-capite: 924 euro
Popolazione: 730
Reddito pro-capite: 12.241
Giocate complessive: 675,12mila euro
Totale apparecchi: 12
Numero apparecchi per 1000 abitanti: 16,4
Indice di virtuosità: 1 su 5

FABRIZIA
Giocate pro-capite: 130
Popolazione: 2.174
Reddito pro-capite: 9.702
Giocate complessive: 282,93mila euro
Totale apparecchi: 22
Numero apparecchi per 1000 abitanti: 10,1
Indice di virtuosità: 5 su 5

SPADOLA
Giocate pro-capite: 466
Popolazione: 818
Reddito pro-capite: 12.619
Giocate complessive: 381,16mila euro
Totale apparecchi: 8
Numero apparecchi per 1000 abitanti: 9,8
Indice di virtuosità: 3 su 5

SIMBARIO
Giocate pro-capite: 297
Popolazione: 964
Reddito pro-capite: 11.457euro
Giocate complessive: 286,97mila euro
Totale apparecchi: 7
Numero apparecchi per 1000 abitanti: 7,3
Indice di virtuosità: 4 su 5

NARDODIPACE e BROGNATURO (non risultano slot)

Numeri che destano preoccupazione soprattutto per Mongiana e Serra San Bruno, dove, a fronte di un reddito pro-capite modesto, i cittadini tendono a spendere i loro soldi giocando alle cosiddette “macchinette” ignorando le priorità. È chiaro che per molti, più che di un momento di svago, si tratta di una vera e propria malattia che prosciuga i risparmi, crea dipendenza e genera mancanza di serenità.
La ludopatia è, in questo senso, il nuovo male del nuovo millennio: una frenesia oscura e silenziosa che spesso distrugge i rapporti familiari, logora la salute, porta all’isolamento sociale.
Combattere questo male invisibile è impresa improba, soprattutto senza un intervento dello Stato che ponga rimedio al diffondersi di questa “tendenza”.
Si comincia quasi per scherzo, per passare il tempo, forse per accarezzare una speranza o una illusione e si finisce per cadere in un tunnel da cui diventa difficilissimo uscire. Un tunnel che porta ad estraniarsi dal mondo, a dissipare nel giro di qualche ora quello stipendio che sarebbe servito a far fronte a impegni e spese quotidiane. Chi cade, insomma, rischia di non rialzarsi: aiutarlo a vincere questa sfida è compito della società. E queste cifre, che abbiamo riportato, così fredde, così secche, possono far rendere conto di come luci e metallo possano distruggere una vita.

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