Anche Reggio Calabria, a far data dal 2026, ha il suo 4 luglio, ha il suo Giorno dell’Indipendenza. Il Fato benigno, evocato a furor di popolo il 23 e 24 maggio dagli elettori, ha sancito che la città avrebbe dovuto affrancarsi dalla pandemia di pochezza durata dodici anni e staccarsi una volta per tutte dalla limitatezza dei cortigiani dei brutti tempi andati. Come le tredici colonie americane sancirono, il 4 luglio 1776, il celebre documento che decretava la separazione dalla Corona britannica, così, 250 anni più tardi, un sindaco, Francesco Cannizzaro, firmando i decreti di nomina dei nove assessori che lo supporteranno nel processo di rivoluzione di Reggio Calabria, ha ufficializzato il distacco permanente dall’incompetenza circolante in una lunga era da abbandonare ai margini della storia.
Quanto i pianeti attorno a Piazza Italia abbiano già iniziato a muoversi con moti diversi è stato visibile già nelle settimane intercorse tra il voto e il pomeriggio di ieri, sabato 4 luglio. Nulla, in 41 giorni, è filtrato, nulla è trapelato: un sistema blindatissimo che, mettendo al bando gossip, voci e finte indiscrezioni, rappresenta un indice certificato di serietà. Non era mai successo a queste latitudini ed è rarissimo che accada altrove. Ogni nuovo assessore che ha fatto capolino nella Sala Giunta non sapeva chi avrebbe trovato, perché nessuno di loro era a conoscenza delle nomine varate.
Perfino quando il sindaco Cannizzaro, dopo le 18:30, ha fatto ingresso nel Salone dei Lampadari, nessuno dei presenti che affollavano il luogo dell’annuncio era al corrente di quale sarebbe stata, al completo, la formazione di governo: una piacevole novità rispetto alla consuetudine barbara di dare in pasto alle fauci voraci del cicaleccio da strada nomi e reputazioni.
Il Primo Cittadino, entrato a fianco del vicesindaco Mariagrazia Arena, la sola figura autorevole già resa nota, non si è dilungato in retorici convenevoli e, una volta formulati i ringraziamenti alla platea degli operatori dell’informazione presenti in un torrido pomeriggio di inizio luglio, ha iniziato a snocciolare nomi e deleghe dei componenti della Giunta. Una combinazione chirurgica tra il rispetto sacrosanto della volontà popolare, sancita dallo schieramento degli eletti (Antonino Maiolino per Forza Italia, Demetrio Marino per Fratelli d’Italia, Antonino Caridi per la Lega, Filomena Iatì per Reggio Futura, Massimo Ripepi per Alternativa Popolare), e gli innesti dal mondo della competenza professionale (la già citata Arena, fino a qualche settimana addietro presidente del Tribunale di Reggio Calabria; Lucia Fio, autorità indiscussa nel campo del Terzo Settore e del welfare; Domenica Catalfamo, dotata di un curriculum ricchissimo nel settore dei trasporti e della dirigenza nella Pubblica Amministrazione; Marco Franchini, presidente SACAL, colpaccio del tutto inatteso al quale sono stati affidati i delicatissimi dossier del turismo e delle infrastrutture, a cominciare proprio dall’aeroporto, al cui rilancio ha dato un contributo letteralmente decisivo).
Un quadro che si completa con la notizia che sarà Federico Milia, alla sua giovane età già munito di una cospicua dote di pratica politica e amministrativa, a presiedere nei prossimi cinque anni il Consiglio comunale.
Cannizzaro, in verità, ne aveva anticipato la fisionomia già durante la campagna elettorale, rendendo noto che, pur mostrando la dovuta cura ai desiderata emersi dalle urne, si sarebbe avvalso delle energie migliori per risollevare le sorti della città. Così è stato e lo ha rivendicato con orgoglio: Arena sinonimo di autorevolezza e rigore; Fio una “felice intuizione”, che ha dimostrato nel suo campo qualità non comuni; Catalfamo già abbondantemente rodata e “ricca di competenze, tra le migliori risorse di cui dispone la Calabria”; Franchini, coprotagonista eccellente della decisa ripresa del sistema aeroportuale regionale, con il quale il sindaco ha ricordato di aver lavorato in totale sintonia. Lascerà ovviamente la presidenza SACAL, un incarico prestigioso, per essere parte preziosa dell’azione di risorgimento di Reggio Calabria.
Esperienza amministrativa e impegno in mezzo al popolo sono, invece, i tratti distintivi dei rappresentanti espressione diretta dei partiti: da Maiolino a Marino, da Caridi a Iatì e Ripepi, tutti sono stati campioni di preferenze. Tutti hanno già sperimentato, sia pure dai banchi della minoranza, la vita di Palazzo San Giorgio. Ora saranno loro a dover centrare gli obiettivi che sono stati mancati da chi li ha preceduti, per spalancare lo sguardo su una nuova Reggio entusiasta e bramosa di un cambiamento radicale rispetto alle vecchie abitudini andate a male.
Passaggio fondamentale in tal senso, come ricordato dal vicesindaco Arena, sarà quello di rimettere in circolo ciò che serve per alimentare una stagione di fiducia nelle istituzioni. Perché ciò avvenga, ha anticipato l’ex presidente del Tribunale, tre saranno le direttrici fondamentali da seguire: servizio, ascolto, responsabilità. Gli ingredienti imprescindibili per rivitalizzare una città che, come ribadito da Cannizzaro a margine della presentazione della Giunta, ha perso molto tempo e molti soldi e si trova nelle condizioni di dover recuperare. A tal fine ha precisato che imprescindibile sarà il contributo offerto da Consulte, consulenti e, in particolare, dall’apparato amministrativo, definito “determinante” per incastrare tutte le tessere del mosaico che compone la visione della “Montecarlo del Sud”, ben piantata nel quadro ideale del Primo Cittadino.