Ad offendere il meridionale è la sudditanza verso i mediocri, non solo un rozzo rincretinito

L'autorevolezza di un pensiero è figlia della credibilità di chi lo esterna

Può un rozzo sconsiderato far saltare i nervi ad una classe politica intera, da destra a sinistra? Sì, soprattutto se i rappresentanti della stessa si vedono servita su un piatto d’argento, grazie alle imbecilli provocazioni partorite da uno stolto dissennato, l’opportunità di salire sul piedistallo dei difensori dell’onore meridionale deturpato.

E’ quel che sta succedendo, in mezzo alla caciara della folla urlatrice avida della pellaccia di Vittorio Feltri, dopo le avventate (e ripetute) esternazioni del direttore di “Libero”. Insulsaggini che avrebbero dovuto passare sotto silenzio, perché l’autorevolezza di un pensiero è figlia della credibilità di chi lo esterna e in questo caso a qualificare il giornalista bergamasco è la sterminata serie di sciocchezze demenziali messe in fila nel corso della sua carriera. Un repertorio di idiozie che nel 2015 non gli hanno impedito di essere, su indicazione della Lega di Matteo Salvini e di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, candidato alla Presidenza della Repubblica. E ora, eccoli là, tutti a saltare sul comodo carro da cui lanciare strali contro il barbaro nemico. In Calabria addirittura, si sono scomodati i vertici istituzionali regionali, dalla presidente della Giunta Jole Santelli al presidente del Consiglio Domenico Tallini. Dalla rissa verbale non poteva certo sottrarsi il Deputato della Repubblica italiana Francesco Cannizzaro che ha avuto il “buon gusto” di ritirare fuori dall’armadio degli insulti triti e ritriti il termine “polentone” non dimenticando di tralasciare l’immagine da “Mulino Bianco” di un popolo calabrese tutto orgoglio, sole e mare. La fiera dell’inutilità alla quale, va da sé, non poteva che iscriversi di diritto il signor sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà che, in cinque anni e mezzo di mandato, ha dimostrato un unico talento: quello di essere istintivamente attratto dalle operazioni propagandistiche a costo zero e tali da distrarre l’opinione pubblica dalla clownesca condotta amministrativa della sua “squadra fortissimi”. Se il popolo che s’indigna, vanamente, contro Feltri capisse di dover indirizzare, in questo caso utilmente, il proprio sdegno contro i veri responsabili (calabresi a denominazione di origine controllata) del sottosviluppo di questa terra, essa potrebbe incamminarsi verso l’uscita del tunnel buio a cui si è condannata da sola, senza le idiote espressioni di un attempato rincretinito.

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