Ad Angela Marcianò viene impedito di parlare in Aula dell’inchiesta “Ducale”: “Un indegno, premeditato e inammissibile sopruso”


“In palese violazione dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale, mi è stato impedito, in apertura di seduta del Consiglio Comunale cosiddetto aperto, ai sensi del precedente articolo 52, convocato per venerdì, di prendere la parola per fare dichiarazioni – lamenta Angela Marcianò – su argomenti che non erano concernenti l’ordine del giorno.


E’ stato ritenuto dal presidente del Consiglio, con il supporto della Segretaria comunale e con il complice silenzio di sindaco e Giunta, che questa facoltà, pure espressamente normata dalle disposizioni citate, non era mia prerogativa perché il Consiglio comunale era stato fissato secondo modalità diverse dalle ordinarie.
Questo è un sicuro abbaglio, o più probabilmente un premeditato e strumentale cavillo per impedire ai due soli consiglieri di minoranza presenti e interessati ad intervenire, di introdurre interlocuzioni riferite ai noti fatti, venuti in rilievo successivamente alla data di convocazione della seduta consiliare”.
Un’altra inconcepibile violenza – insiste il consigliere comunale di ’Impegno e Identità’ – a danno della dialettica democratica, nell’ottica scellerata di mantenere il silenzio su situazioni allarmanti sulle quali sono in corso indagini preliminari per gravi reati.
Avrei voluto rammentare al sindaco e ai colleghi tutti che occorre vivere per la politica e non di Politica altrimenti si rischia di essere fagocitati dalle logiche infime della bramosia del potere fine a sé stesso.
Probabilmente il mio grido sarebbe caduto nel vuoto, ma mai avrei immaginato che mi sarebbe stato negato perfino il diritto di esprimere la mia indignata opinione sui fatti”.

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