A Don Italo Calabrò, “Servo di Dio”, la prima edizione del Premio intitolato all’onorevole Giuseppe Reale

È stata assegnata al sacerdote Italo Calabrò, “Servo di Dio”, a poco più di un secolo dalla sua nascita, avvenuta a Reggio Calabria il 26 settembre del 1925, la prima edizione del Premio intitolato all’onorevole Giuseppe Reale.

Il riconoscimento per i particolari meriti avuti nella promozione e valorizzazione territoriale, ideato e organizzato dalla Fondazione Mediterranea e dal Lions Club Reggio Calabria Host, viene così conferito nel 2025 a un Uomo di Chiesa che con la sua attività pastorale si è sempre mosso sul piano della ricerca del bene comune, terreno e concreto, non limitando la sua azione solo a una ricerca di un bene superiore.

Al Vescovo Enrico Montalbetti a soli 15 anni chiese di entrare al Seminario Regionale Pio XI, per poi essere consacrato sacerdote nel 1948 nella Basilica Cattedrale dal Vescovo Antonio Lanza.

Da allora un’intera vita spesa a costruire benessere, non solo spirituale, con la carità e la quotidiana vicinanza agli ultimi, con una fortissima tensione al soddisfacimento dei loro diritti sociali.

Costruire il bene, quindi, mattone su mattone, con serenità e determinazione, fino alla sua scomparsa, nel 1990, in quella sua dimora che aveva donato per meglio operare nel solco che aveva tracciato.

La cerimonia, ospitata nella Sala Perri di Palazzo Alvaro, ha avuto inizio con i saluti e le brevi note introduttive di Giuliana Barberi, presidente del Lions Club Reggio Calabria Host, e di Vincenzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea, che hanno tra l’altro tracciato una sintesi delle finalità e della struttura del Premio.

Coordinare e moderare l’incontro è toccato all’ingegner Nicola Pavone, presidente della Commissione Lions, che ha ricordato l’utile contributo fornito da tutti i suoi componenti oltre a esprimere alcune sue considerazioni sulla figura del premiato.

Le relazioni sulla figura dell’onorevole Reale e sulle finalità del Premio a lui intitolato, oltre naturalmente sull’attività pastorale di don Italo, sulle sue ricadute sociali e sull’ampio e indiscusso consenso che la sua opera ha riscosso, sono state svolte da Aldo De Caridi, past president del Lions Club Reggio Calabria Host, da Antonino Liotta, membro del comitato scientifico della Fondazione Mediterranea, da Giovanni Siclari, presidente della Piccola Opera Papa Giovanni.

Da registrare gli interventi di Caterina Marino, presidente di Zona Lions, e di Vincenzo Mollica, presidente di Circiscrizione Lions.

Avrebbe dovuto presenziare la cerimonia l’arcivescovo di Reggio Calabria monsignor Fortunato Morrone, a Roma per la contemporaneità della riunione della Conferenza Episcopale. A rappresentarlo è stato il Vicario Generale don Paqualino Catanese.

Ha ritirato la targa Giovanni Malgeri, nipote di don Italo Calabrò.

Le generazioni che lo hanno conosciuto in vita, i poveri che sono stati amati fino agli ultimi istanti di vita, le comunità che sono state servite con generosità e abnegazione, tutti pensano a don Italo come a un Santo. La Fondazione Mediterranea e il Lions ne sono convinti: non solo la biografia ma i fatti concreti e il lascito morale di don Italo testimoniano la legittimità dell’istanza di beatificazione. A cento anni dalla nascita, sarebbe opportuno che il Servo di Dio venisse dichiarato almeno Venerabile, vista la lunghezza e complessità degli iter di Beatificazione e Canonizzazione.

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