13enne denuncia che il padre picchia la madre: 34enne spedito in carcere

La minore era così turbata dalla situazione da non volere stare più in casa

Oggi un uomo, al termine delle indagini condotte dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Cosenza, è stato destinatario di un provvedimento cautelare dell’Autorità Giudiziaria.


In particolare, è stata eseguita l’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, emessa il dicembre dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Cosenza su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 34enne di Rende, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti verso familiari.
La misura cautelare scaturisce dalla segnalazione fatta in Questura, lo scorso mese di ottobre, dalla figlia tredicenne della coppia.
Più specificamente, la minore ha riferito al personale della 3^ Sezione “Reati contro la persona, in pregiudizio dei minori e reati sessuali” della Squadra Mobile che il padre, dopo che in passato era stato arrestato per aver maltrattato la madre, adesso aveva ripreso questa sua condotta vessatoria nei confronti della stessa, specie quando era ubriaco.
La minore era così turbata dalla situazione da non volere stare più in casa con i genitori e di preferire, invece, di andare a stabilirsi con gli zii.
La madre della minore però, sentita dagli uomini in Questura, inizialmente non ha confermato l’esistenza di tali maltrattamenti parlando genericamente solo di frequenti litigi tra lei e il coniuge.
Tuttavia l’avvio degli accertamenti sulla vicenda, attraverso la testimonianza di tutte le persone informate sulla situazione, ne ha confermato l’esistenza fin quando, a suggello conclusivo, anche la madre della minore, e moglie dell’uomo, dopo un’ulteriore aggressione da parte dell’uomo, si è presentata in Questura ed ha raccontato al personale della Squadra Mobile tutti i maltrattamenti subiti.
Le indagini così hanno accertato che l’uomo, con condotte reiterate nel tempo, maltrattava e picchiava la moglie, con continue minacce, anche di morte, arrivando in una circostanza a rompere il cellulare della moglie per gelosia, in altre circostanze colpendola con schiaffi, pugni e calci, finanche con il lancio di oggetti al suo indirizzo, ponendola in uno stato di sofferenza morale e psichica tale da renderle la vita assolutamente impossibile.
Le condotte dell’uomo sono state perciò ricostruite dalla Squadra Mobile e compiutamente riferite alla Procura della Repubblica, che in breve ha richiesto ed ottenuto l’emissione dal Gip del provvedimento cautelare.

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