Privacy. WhatsApp, 50 milioni di italiani a rischio

di Sourour Sarah Yacoubi* – Cosa sta accadendo? Nelle mani di hackere cyber criminalisono finiti i numeri di telefono dei nostri profili WhatsApp. Il Red Hot Cyber (RHC), sito specializzato in sicurezza informatica ha fatto un esperimento che ha dato un esito davvero inquietante.

Non è una novità che esistono nei black market informazioni in vendita di account whatsapp e spesso i post sui forum underground vengono ciclicamente pubblicati. Siamo partiti da un post sulla vendita di 1 milione di numeri WhatsApp delle Filippine sul noto forum underground BreachForums nella giornata dell’11 di luglio segnalato da @sonoclaudio, per poi comprendere che il problema è veramente enorme.

Per prima cosa, la community di RHC ha contattato il venditore, uno tra i tanti che è in possesso di questo genere di informazioni e le vende nei mercati underground.

Gli esperti di RHC, in pratica, si sono finti potenziali acquirenti, interessati a comprare il set di dati o parte di esso. E hanno chiesto i prezzi, scoprendo che per 1 milione di numeri di telefono, senza il nome e cognome dell’intestatario, è necessario sborsare 1.500 euro. Ma il criminale che vende questi dati ne ha anche altri, più interessanti. Di quei 50 milioni di numeri di telefono, infatti, per 20 milioni c’è anche il nome e cognome dell’intestatario. E questo fa salire notevolmente il prezzo di quei dati: tutti e 20 milioni di profili costano, infatti, 500.000 euro, oppure 200 dollari per sotto blocchi da 200 mila numeri.

In sintesi si parla di tutta (o quasi tutta) la base utenti di Whatsapp in quanto ad oggi in Italia siamo circa 60 milioni di persone.

Questi numeri di telefono vengono messi in vendita per 1500 dollari per ogni milione di occorrenze, relativamente a qualsiasi paese, ma essendo solamente numeri di telefono, è possibile effettuare alcune attività di social engineering ma non quelle più pericolose.

Siamo quindi andati oltre e abbiamo chiesto se aveva un subset di dati che potessero fornirci l’associazione tra nominativo e numero telefonico. Il venditore ci ha risposto che relativamente all’Italia, aveva a disposizione solamente 20 milioni di utenti.

20.000 di utenti vuol dire quasi la metà della base utente di Whatsapp e stiamo parlando di numeri enormi, considerando che avendo questa “correlazione”, è possibile risalire ai numeri di telefono di politici, giornalisti, dissidenti e attivisti.

in un passato, RHC aveva pubblicato un articolo simile, dove aveva individuato un altro venditore che era in possesso 24 milioni di account WhatsApp di persone italiane e questo fa comprendere che il fenomeno è su vasta scala nelle underground.

La domanda che vi starete ponendo è: c’è stato un databreach di Whatsapp?

Probabilmente no, e potrebbero trattarsi di vecchi dati. Ma d’altra parte, quante persone tra le vostre amicizie ha mai cambiato nome o numero di telefono negli ultimi 2 anni?

Questo fenomeno ci consente di comprendere come correlando i dati di altre fonti sia possibile ricreare altri dataset, probabilmente non precisi al “bit”, ma sui grandi volumi molto attendibili ed utilizzabili per moltissime frodi in particolare per phishing, smishing e vishing.

Sempre secondo gli esperti questi dati potrebbero provenire da un data breach, cioè da un furto di dati. E soprattutto si possono mettere in atto truffe di vario tipo e commettere altri crimini informatici.

Se il nostro numero di telefono viene venduto online, il rischio che corriamo è che qualcuno lo usi insieme a migliaia di altri per farephishing di massa,per mandare messaggi truffa ed entrare nel nostro controin banca.

Come salvarsi dal furto? 

Secondo gli esperti basta abilitare l’autenticazione a due fattori in WhatsApp (Istruzioni: Apri WhatsApp e tocca il menu con tre puntini in alto a destra. Vai a Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi. Segui i passaggi per impostare il PIN che dovrai inserire quando accedi a WhatsApp da un nuovo dispositivo e il gioco è fatto).

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