Verso le elezioni. Populismo e fiacchezza in Calabria: imputato Movimento 5 Stelle, alzatevi

La società civile, complice ed immobile, non ha nulla di cui vantarsi rispetto alla politica e nulla ha da rimproverarle: questa è una regola aurea che smonta qualsiasi alibi creato ad uso e consumo del populismo irresponsabile. Per interrompere il circolo vizioso e farlo diventare virtuoso, è fondamentale per le forze politiche operare una selezione in entrata, estremamente severa e, allo stesso tempo, impedire che le migliori “teste pensanti” si chiamino fuori. Il vero problema, infatti, è rappresentato, dalla debolezza strutturale di una classe dirigente che non ha studiato e che, in quanto tale, non dispone degli arnesi culturali e caratteriali per rappresentare un territorio. La marea montante di antipolitica ha avuto, tra i primi effetti diretti, quello di sottrarre risorse economiche ai partiti che, in molte circostanze, hanno dimostrato di spenderli per il proprio tornaconto. Ma la reazione popolare è stata, come sempre, scomposta portando all’unica conclusione che sarebbe stato utile evitare: buttare il bambino con l’acqua sporca. I Partiti, nell’organizzazione ordinata del potere, sono indispensabili. Rendere impossibile l’attività politica e svuotare le sezioni conduce verso il vuoto del precipizio. Ed i vuoti, come noto, saranno riempiti: in questo caso dalla Casaleggio Associati Srl, l’azienda privata che tutto decide all’interno del Movimento 5 Stelle. Un salto nel buio che non lascia intravedere le sagome dei nuovi protagonisti. Ora, però, a distanza di cinque anni dal loro esordio, non eviteranno che si chieda loro conto di ciò che hanno fatto nel corso della legislatura. Nello specifico caso calabrese, per esempio, al netto della impalpabile opposizione, o presunta tale, dei parlamentari appartenenti ai soggetti politici tradizionali, con quale bilancio si presentano i seguaci istituzionali di Beppe Grillo? Con quali modalità si è materializzata la loro alterità rispetto al malcostume imperante? In che modo è possibile dire che la loro presenza nelle aule di Camera e Senato si è rivelata preziosa per gli interessi calabresi? Quando serietà e consapevolezza dell’importanza del ruolo svolto latitano, è facile che il cammino dei diversi populismi si incroci. Quello che ai più ingenui può apparire come fantapolitica è qualcosa di cui nelle segrete stanze si discute per verificarne la fattibilità. Altrettanto ingenuo è chi pensa che i pentastellati, da qui al 4 marzo e soprattutto dopo, si muoveranno con la stessa superficialità con cui si mossero nel 2013. Di fronte ad un’ipotesi di accordo PD-Forza Italia, che potrebbe essere dettato dalle necessità dei numeri emergenti dalle urne, gli altri non staranno a guardare. Tra loro figurano anche Lega e grillini che hanno in comune più di quanto si pensi ad una lettura disattenta degli eventi. Pescano, in gran parte, nello stesso elettorato: quello che, per comodità, possiamo definire “contro”. Contro il sistema, contro Renzi, ma anche contro Berlusconi, con il quale, la Lega, pure, ha condiviso le lunghe stagioni di governo. E’ ovvio che essere “contro” non è sufficiente, ma è vero anche che si tratta di uno dei tratti essenziali dei nostri tempi, non per niente tutt’altro che indimenticabili.

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