Sgarbi sconcertato per la mancanza d’acqua a Reggio: “Incredibile che non si risolva il problema”

E’ sempre meritorio consentire che lo squallore varchi i ristretti confini locali. Gretti, ed anche pusillanimi vigliacchi, coloro che preferiscono nascondere la polvere sotto il tappeto. Sebbene, nell’epoca social, una situazione di cui vergognarsi non sia facilmente contenibile dentro la stanza del pudore, il potere, massiccio e massivo, della televisione, rimane comunque foriero di benefici efficaci. La disgustosa crisi idrica che si è abbattuta sulla città di Reggio Calabria ha fatto capolino oggi sugli schermi. Opera de la7 e, nello specifico, de “L’aria che tira”. Una cronaca, poco puntuale perché circoscritta all’indecenza lamentata ad Arghillà e riferita esclusivamente ad una emergenza di “appena” tre mesi quando, invece, ormai si corre a grandi passi verso il nauseante traguardo delle nove mensilità, ma pur sempre uno schiaffo alla viltà fattasi incapacità amministrativa. Esterrefatto, per una condizione di incivile degrado che non ha giustificazione alcuna, anche Vittorio Sgarbi. Ospite della trasmissione condotta da Myrta Merlino, il celebre critico d’arte, al termine del resoconto capace di svelare ad un discreto numero di italiani che nel terzo millennio migliaia di connazionali sono costretti (senza muovere un dito o proferire parola, eccezion fatta per le patetiche lamentele social ) a sopravvivere, tra bidoni  e bottiglie, ha manifestato il suo pensiero. “Questa inerzia è inerzia inquietante, un mentalità legata ad una funzione per cui qualcun altro le cose le farà”, una critica, secca ed inappellabile, nei confronti di quell’atteggiamento passivo che supera, ogni qual volta si manifesta, la soglia massima di indegnità sopportabile. “E’ incredibile che non si risolva il problema dell’acqua, dove c’è bellezza ci deve essere acqua”: ma perché la bellezza sia riconosciuta, gli sguardi che vi s’imbattono non devono essere velati dalla falsità.

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