Serra. Le elezioni lasciano ferite aperte: nuovi equilibri nel sistema politico?

La deflagrazione è partita dalla campagna elettorale. Le appartenenze partitiche, le reminiscenze ideologiche, l’instabilità degli equilibri, le aspirazioni personali sono esplose con gli esiti delle elezioni politiche: sbagliava chi pensava che gli aspetti locali rimanessero fuori dalla contesa. Tutte le liste civiche che hanno partecipato alle ultime amministrative hanno subito effetti dalla competizione politica.
Il dato più eclatante è rappresentato dalle defezioni (o forse espulsioni) avvenute in “Liberamente”: prima Francesco Tassone e poi Bruno Rosi hanno palesato i nervi scoperti del movimento civico aprendo un pericoloso fronte. Chiaro il segretario cittadino di Fratelli d’Italia Salvatore Zaffino, appositamente interpellato: “Io resto in ‘Liberamente’, siamo nati come espressione civica e resteremo tali”. E simile dovrebbe essere anche la posizione di Giusy Pupo. Dunque, per quanto riguarda la “destra” del gruppo guidato da Alfredo Barillari, le fuoriuscite dovrebbero fermarsi qui. Resta però il sospetto che la “rottura” con Rosi abbia origini lontane e affondi le radici nel progetto (per ora vago) di ricostituzione del centrodestra serrese.
Non va meglio nella lista “La Serra rinasce”, composta interamente da esponenti del Pd, dove le ultime dichiarazione di Raffaele Andrea Pisani hanno sollevato il problema “dell’assenza di dibattito interno” e dove sembra essere vissuta una fase di sbandamento dopo la mancata conferma di Bruno Censore alla Camera dei deputati. Fonti riconosciute come ufficiali dallo stesso Censore reclamano la rimozione del commissario del Parco delle Serre, peraltro candidato con la lista capeggiata da Luigi Tassone alle scorse comunali. Ma su questo aspetto non c’è univocità e c’è chi, al contrario, pretende di bloccare, anche mediante la destituzione, le continue uscite pubbliche della stessa fonte. Le troppe voci lasciano trasparire una disorganizzazione gestionale del partito, il cui rappresentante formale – il segretario di circolo – non si esprime e anzi viene superato proprio dalla linea (autonoma?) illustrata dal responsabile della comunicazione, riconosciuto in diretta radiofonica come “uomo di fiducia” da Censore.
Nessun segnale pubblico di risveglio, infine, per “In alto volare” (lista riconducibile al centrodestra), ancora alle prese con un complicatissimo processo di rifondazione ed eternamente in attesa della nomina del coordinatore cittadino di Forza Italia.

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