Serra. Il Consiglio comunale boccia il ritorno con Catanzaro. Barillari: “La mobilitazione non si ferma”

In un clima infuocato, in un Consiglio comunale (assenti Maria Rosaria Franzè e Antonio Gallè) finalmente caratterizzato da una discreta partecipazione popolare, arriva la paletta rossa per la proposta di iniziativa popolare volta a riportare i Comuni della zona delle Serre sotto la circoscrizione della Provincia di Catanzaro. L’aria di scontro si avverte già in partenza quando Alfredo Barillari chiede la registrazione dell’intera seduta e – dopo il diniego – la registrazione del suo intervento (anche Walter Lagrotteria opta per questa chance). “Oggi – relaziona il leader di ‘Liberamente’ – siamo seduti accanto senza divisioni di simboli o di partiti e siamo uniti dal civismo. Per tanti anni sono stati presenti un’identità specifica ed uno spirito che ci porta verso Catanzaro. La creazione del Comitato ha voluto dimostrare che ci sono strade che possono essere intraprese: abbiamo così portato questo sentimento nei luoghi istituzionali. Serra è sempre stata catalizzatrice di un territorio che, nonostante le prese di posizioni farlocche, è stato spogliato dei servizi. Noi vogliamo onorare la volontà popolare ed il Consiglio comunale deve dare una risposta politica. Non ci sono alibi – aggiunge l’esponente di minoranza – ed è finita l’era dell’ideologia messa come anello al naso dei cittadini per non far vedere cosa succedeva intorno”. Poi propone la votazione palese con appello nominale, ma anche questa richiesta viene respinta. Azione che scatena le critiche di Rosanna Federico per la quale “la maggioranza si nasconde dietro un dito e non vuole assumersi responsabilità” anche perché “con la Provincia di Vibo abbiamo perso in termini di dignità e servizi”. “A Catanzaro – sostiene in particolare Federico – non si mettono in vendita scuole ed edifici pubblici per pagare gli stipendi dei dipendenti”. Anche la rappresentante di “In alto volare” Jlenia Tucci invita ad “assumersi le responsabilità che derivano dal fatto di trovarci davanti ad un territorio in dissesto che ha subito un graduale degrado a causa della malagestione” e porta come esempio di questo “impoverimento sociale ed economico” lo stato della viabilità.

A questo punto arriva la replica del consigliere Walter Lagrotteria che precisa che “noi amministriamo questo territorio e abbiamo chiari i principi attraverso cui filtriamo le decisioni” sottolineando che “nessuno in questa sala può sentirsi esente da responsabilità perché con il proprio voto ha selezionato anche nel passato la classe dirigente”. Passaggio specificato anche dopo e riferito a quanti “come il padre di Alfredo, hanno votato per Bruni”. Lagrotteria rammenta inoltre che “la Provincia di Vibo esprime oltre il 30% delle risorse turistiche regionali ed ha un’importante attività legata al settore agricolo” anche se “le potenzialità non sono state sfruttate al massimo”. “La Provincia – prosegue – ha ridotto il personale, i costi ed è ripartita e noi vogliamo essere protagonisti dello sviluppo di questa nuova fase, non fuggire. Non ricordo grande benessere nella Provincia di Catanzaro e a Chiaravalle non mi pare che ospedale, Agenzia delle Entrate, Inps e Giudice di Pace siano rimasti aperti. Andando con Catanzaro rischiamo di mettere in discussione il Commissariato di Polizia, la Compagnia dei Carabinieri, gli uffici dell’Asp e la sede dei Vigili del fuoco”. Affermazioni non gradite da Cosimo Polito che sentenzia: “pensare di bocciare la speranza di 2206 persone è sinonimo di arroganza e bisogna dire la verità, non creare allarmismo”. Intuito l’esito della votazione, Barillari torna all’attacco ribadendo che “la mobilitazione non si fermerà e noi percorreremo tutte le strade giuridiche”. Il sindaco Luigi Tassone riconosce “i fallimenti della Provincia di Vibo e della sua classe politica” ma asserisce che “la Provincia sta venendo fuori dal dissesto e noi vogliamo essere protagonisti di uno sviluppo che arriverà anche grazie alla Zes ed al Gal”. Da registrare infine il solito burrascoso siparietto fra Barillari e Tassone con il primo che prefigura scenari nefasti per l’Amministrazione comunale dopo la sconfitta di Bruno Censore alle elezioni politiche ed il secondo che rileva che “il ruolo di capo dell’opposizione è messo in discussione ed i fatti di questi giorni lo confermano”.

Quattro i voti favorevoli all’ordine del giorno (quelli dell’opposizione) e sette i contrari.

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