Natura umiliata: gli alberi cedono alla sciatteria di Palazzo San Giorgio

La natura si ribella a differenza di quanto fanno gli uomini e le donne che abitano la sponda calabrese dello Stretto. E continua a farlo, imperterrita, perché sa quali sono i suoi diritti, e li rivendica nei modi che le appaiono più opportuni. Stamattina, un altro albero, ancora sul Lungomare di Reggio, si è opposto alla sciatteria amministrativa di una squadra, quella di Palazzo San Giorgio, ignota per le generalità dei suoi componenti, nota all’opinione pubblica (tuttavia debole e masochista) solo per il greve immobilismo. E’ piombato su un’auto in sosta dall’alto della maestosità che, per un tempo inconcepibile dalle ottuse ed infime menti umane, lo ha avvolto in un’esistenza sontuosa. Troppa magnificenza per fantasmi municipali che, tra una nomina illegittima e un’assegnazione sospetta, assistono colpevoli al crollo di grossi rami, quando non di interi arbusti: immagini simbolo del collasso, ormai senza un limite prevedibile, di una città morta di rassegnazione.

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