Miracolo a Reggio: il video di Delfino ha resuscitato l’opposizione (?) in Consiglio Comunale

Demetrio Delfino

Eppur si muove. Nessuno ci crederà a Reggio Calabria, nessuno potrebbe crederci da Catona a Pellaro, ma, a differenza dell’evidenza consolidatasi in quattro anni di invisibilità, nel Consiglio Comunale siedono anche rappresentanti della minoranza (perché definirla opposizione è davvero troppo anche in una circostanza così sconvolgente come quella odierna). Ed a resuscitare entità di cui nulla si sapeva è stata, evidentemente, l’unica e vera catastrofe abbattutasi sulla città in questi quattro anni di (nefasta) Amministrazione Falcomatà: il video postato su Facebook da Demetrio Delfino, il presidente del Civico Consesso improvvidamente poetico ai danni del ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’esternazione in versi dell’esponente di Liberi e Uguali è oggettivamente inadeguata al ruolo istituzionale ricoperto e bene hanno fatto, con note ufficiali e tramite lo stesso social network, coloro che ne hanno messo in evidenza, quanto meno, l’inopportunità. Tutti avevano piena legittimità ad esercitare, anche in modo aspro, il diritto di critica, nei confronti di Delfino. Da Antonino Fazio, dirigente locale di Fratelli d’Italia ai vari rappresentanti del Movimento Nazionale per la Sovranità. Tutti, ma non i sedicenti consiglieri comunali della minoranza che, nel corso del mandato, ormai giunto per fortuna all’ultimo miglio, esercitato da Giuseppe Falcomatà, si sono comodamente accovacciati sulla poltroncina della beata noncuranza disinteressandosi completamente delle sorti tragiche della città guidata da un sindaco palesemente inadeguato. Una impreparazione, quella del Primo Cittadino, che avrebbe fatto la fortuna di chiunque si fosse trovato ad occupare i banchi dell’opposizione, ma i depositari del ruolo si sono ben guardati dallo sfruttare questo vantaggio preferendo abbandonarsi ad un sonno

profondo dal quale si sono ridestati per un attimo solo per condannare “le frasi offensive e ingiuriose all’indirizzo del ministro dell’Interno” pronunciate dal vertice dell’Aula intitolata a Pietro Battaglia. Si sono dichiarati “attoniti” di fronte alla performance social, ma non hanno sentito il dovere istituzionale di produrre una (obbligata) levata di scudi quando la quotidianità disastrata della città lo richiedeva. Senza battere ciglio, i consiglieri di centrodestra hanno assistito ad anni di gestione municipale a dir poco imbarazzante e mediocre. Si sono detti “sconcertati dal tenore di queste esternazioni”, ma non dall’assenza di servizi in una città che annaspa senza una leadership appena accettabile. Se si escludono i sit-in organizzati da Massimo Ripepi all’Aeroporto o qualche comunicato estemporaneo e del tutto sterile da parte di un paio di suoi colleghi, quale sia stata la loro funzione all’interno del Civico Consesso resterà un mistero da consegnare alle future generazioni. Con la certezza che, se al loro posto, ci fossero stati esponenti politici combattivi e mossi da un sincero spirito di servizio, tante delle innumerevoli cantonate prese dal sindaco sarebbero emerse prima che i danni sventurati si abbattessero sui cittadini. Ma, chissà, la piazzata contro Delfino ed a tutela (non richiesta) di Salvini rientra nel più complessivo disegno di riposizionarsi sotto l’ala protettiva della Lega, ora che il resto del centrodestra arranca dietro le “camicie verdi”. Affanni comprensibili che possono anche spiegare la confusione tra “giornalismo d’inchiesta” e la banale riproposizione di un video che, certo, andava evitato, ma ha avuto la forza di riportare alla luce entità date, fino a stamattina, definitivamente per estinte.

Contenuti correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*