La voracità degli avvoltoi non sarà soddisfatta dalla forza di una figlia combattente

Ammesso e assolutamente non concesso che nella Giustizia si debba avere una fiducia cieca, appaiono nebulose le cause scatenanti la frustrazione dei più di fronte alla lettura delle parole accorate scritte da una figlia addolorata perché il padre, poche ore prima, riempita del necessario una borsa, ha lasciato l’abitazione familiare per raggiungere il vicino carcere. La barbarie abbattutasi su una giovanissima donna che, con orgoglio, ha rivendicato la propria granitica certezza nell’onestà del genitore, rappresenta una fedele riproduzione del rancore covato nei meandri nauseabondi di una società rancorosa, colma di livore e nella quale la sola legge rimasta efficace è quella del taglione. Se non fosse perché all’inizio ed alla fine di questa amara vicenda c’è tutta la sofferenza di un uomo che ha varcato le soglie della galera, verrebbe da sorridere pensando a quei poveri, poverissimi di spirito, convinti, che “Giustizia è fatta” e che, avendo (momentaneamente) eliminato Giuseppe Scopelliti dalla scena politica, la Calabria sia diventata un luogo migliore. Lo diventerà quando, e soprattutto se, sarà percepibile dai più avveduti una concreta equanimità nell’amministrazione, al momento considerata arbitraria, del Diritto. Quando, e soprattutto se, sapremo, per esempio, se altri noti esponenti politici hanno presenziato, in piena campagna elettorale, a cene con lo zio di un presunto boss della ‘ndrangheta. Quando, e soprattutto se, quel famoso “posto” in ospedale era, o meno, di qualche strettissima congiunta di chi ha assicurato che un giornalista avrebbe dovuto vendersi gli organi per risarcirlo. Quando, e soprattutto se, si darà seguito a quanto riportato in quelle ordinanze di custodia cautelari in cui i magistrati danno conto di ingenti flussi di voti da questo o quel “mammasantissima” verso un paio di consiglieri regionali di maggioranza. Finché tesi assertive saranno mere ipotesi se riguardano qualcuno, e viceversa, il deserto morale sarà riempito solo dagli sciacalli che tali resteranno anche dopo essersi ingozzati col sangue delle loro prede. Fino a quel momento, Greta Scopelliti apparirà, e sarà la sola figura gigantesca rispetto ai miserabili che l’hanno paragonata alla figlia dei peggiori criminali della storia e potrà girare a testa altissima ripetendo come un mantra quelle parole: “Caro papà, non trovo le parole per esprimere ciò che provo. Sei una persona perbene, lo sappiamo noi e lo sanno anche loro. Non hai mai sbagliato, eppure oggi stai pagando. Ci hanno pugnalati ancora una volta, questa ha fatto più male delle altre, ma noi non ci arrenderemo, combatteremo fino alla fine per dimostrare la tua innocenza. Ricordo tutto ciò che mi hai detto con le lacrime agli occhi, le lacrime di chi, con dolore, deve salutare la sua famiglia. Ti prometto che farò tutto ciò che mi hai chiesto e lo farò per te, per mamma, per Gilda, per noi tutti. Ti voglio tanto bene, un abbraccio forte”.

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