La Trasversale delle Serre, la politica ed i comitati: togliamoci tutti l’abito della verginella

Partiamo dai dati storici. Sulla Trasversale delle Serre ci sono ritardi che insopportabili è dire poco, anzi diciamo apertamente ritardi vergognosi e deprecabili, che costituiscono una delle principali cause dell’arretratezza culturale, sociale ed economica. La politica e l’Anas hanno responsabilità enormi, tali da intaccare la credibilità agli occhi dei cittadini. Questo è chiaro, evidente, plateale.

Però ci sono anche dati obiettivi. Le vicende giudiziarie, le inchieste, i fallimenti delle ditte, le difficoltà “ambientali”. Su questi aspetti non si possono operare delle strumentalizzazioni, non si può soffiare sul fuoco della polemica.

Consideriamo poi i dati politici. Luigi Tassone è un esponente del Pd, un uomo di Censore, un politico che in quanto tale chiede voti e coltiva l’elettorato. Proprio come faceva suo padre, fedelissimo di Censore. Non nascondiamoci dietro un dito: la politica è anche questo. Ma anche Paolo Parentela è un esponente politico: è del Movimento 5 Stelle. Dunque, se si parla di “politicizzazione” della vicenda, di “preoccupazione” per le prossime elezioni politiche le considerazioni non possono valere per l’uno sì e per l’altro no. Altrimenti rientriamo nel campo della tifoseria interessata ed anche la credibilità dei comitati, come quella della politica, viene meno.

Continuiamo con i dati istituzionali. Paolo Parentela è un deputato della Repubblica italiana, rappresenta i cittadini italiani. In un senso diverso, anche il Comitato “Trasversale delle Serre – 50 anni di sviluppo negato” rappresenta gli stessi cittadini. Ma come Parentela anche Bruno Censore è un deputato e anche lui rappresenta i cittadini. E li rappresenta pure (o, meglio, soprattutto) Luigi Tassone che è il sindaco della principale cittadina del comprensorio. Sì, perché Serra San Bruno, culla della spiritualità bruniana, è un paese di circa 7.000 abitanti che vanta una storia millenaria ed è forse il centro che potrebbe ottenere maggiori vantaggi dalla realizzazione della Trasversale. Tutti hanno dunque il diritto, il dovere e la dignità per parlare.

Proprio per questo “Il Meridio” ritiene che nessuno possa neppure tentare di zittire l’altro, magari indossando la toga del giudice o la veste bianca della verginella. Certo, ci sono responsabilità (che vanno accertate caso per caso, persona per persona) che vanno rese pubbliche e denunciate (e su questo il Comitato ha svolto ottimamente la sua funzione), ma ci sono anche ruoli istituzionali da rispettare.

Sì, Luigi Tassone è giovane e magari è facile all’entusiasmo. Ma proprio per questo non gli si possono addossare le colpe degli ultimi 50 anni. Sì, Luigi Tassone è il sindaco voluto dall’onorevole Censore, ex comunista oggi renziano. Ma è il primo cittadino, democraticamente eletto, di Serra San Bruno. Ai tavoli istituzionali riguardanti gli interessi del territorio serrese Luigi Tassone non è l’ospite, è il padrone di casa. È lui che è stato designato direttamente dalla comunità, nessun altro. Piaccia o non piaccia è la principale autorità di Serra. È lui, in prima battuta, che deve tutelare la popolazione. Se non lo fa, sarà punito dalla “sua” stessa gente, come è successo per tutti i suoi predecessori, dal primo all’ultimo. Ma questa punizione (o, in caso contrario, la “premiazione”) si materializzerà con lo strumento democratico delle elezioni, non con altri mezzi.

E a proposito di politica, ognuno di noi per quanto professionalmente si sforzi di essere imparziale, ha una sua idea. Che esce fuori spontaneamente, magari inconsapevolmente. Non è una colpa, è facoltà dell’essere umano. Ed alle elezioni voterà Pd o Movimento 5 Stelle. O Forza Italia. O Articolo 1 – Movimento democratico e progressista. O non andrà affatto a votare. Saranno, o dovrebbero essere, scelte libere. Nessun voto peserà più o meno degli altri. Nessun voto sarà più o meno “vergine” o “puro” degli altri. Perché tutti abbiamo il diritto di criticare, ma parimente dobbiamo accettare la possibilità di essere criticati. E comunque non è affatto detto che chi solitamente resta in silenzio, non abbia maturato una sua opinione.

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