La democrazia secondo i 5 Stelle: “Non parlate con nessuno”. Il punto di vista de “Il Meridio”

Parola d’ordine: “Non parlare con nessuno”. L’inderogabile prescrizione, valevole non solo nei rapporti con la stampa, partita dai vertici del Movimento 5 Stelle – che evidentemente non ha solo la base ma anche l’altezza – è perentoria. E tutti gli esponenti grillini, che implicitamente rinunciano ad ogni granello di autonomia, la rispettano guardinghi. La vittoria politica e morale di domenica scorsa – non numerica visti i risultati del centrodestra – è in cassaforte e lì va mantenuta evitando il rischio dell’esporsi e di scivolare su qualche buccia di banana.
Per la verità, anche durante la campagna elettorale l’atteggiamento è stato lo stesso e i rapporti con i giornalisti sono stati ridotti al minimo. A Serra San Bruno l’unica manifestazione elettorale ha avuto luogo in un locale privato (non regge la “prenotazione” di piazza Monumento: in un paese di montagna, peraltro nei giorni in cui imperversava il Burian e c’era l’allerta meteo, era impossibile svolgere un evento all’aperto) e all’orario previsto per l’inizio (17.30) l’iniziativa era già conclusa. In quell’occasione, ai cronisti sono state concesse solo frasi di rito, nemmeno uno straccio di dichiarazione sugli avversari.
Un comportamento timoroso che gli elettori del collegio Vibo-Soverato hanno riconosciuto: non a caso ha prevalso la prorompente strategia comunicativa di Wanda Ferro che si è proposta, raggiungendo l’obiettivo, come l’anti-Censore.
“In questo momento il Movimento 5 Stelle è determinante. Un Governo senza di noi non si può fare, quindi tutti dovranno parlare con noi. A meno che, e sarebbe un clamoroso insulto alla democrazia e ai cittadini, non decidano di fare un Governo con tutti contro di noi. Ma in questo caso prepariamo i pop corn perché sarebbe la loro fine”. Il Di Maio-pensiero è giusto fino alla curva: va riconosciuto il ruolo di una forza che ha sostanzialmente demolito i partiti tradizionali (Forza Italia e Pd), non ci può essere spazio per sabotaggi e complotti, vanno respinte le esagerazioni della stampa nazionale, ma la democrazia è fatta pure di aperture (vere) e confronti. La democrazia è parlare con chiarezza, non nascondersi. Alzare muri, chiudersi a riccio è segno di paura, insicurezza e debolezza. L’idea de “Il Meridio” è che bisogna accettare le vedute degli altri e le possibili critiche, rispondendo punto per punto quando i conti non tornano. E poco importa se alcuni concetti non piacciono ai rivoluzionari virtuali che poi si eclissano nella vita reale: noi preferiamo dire la nostra e non temiamo osservazioni o contraddittori, siamo convinti che in ogni partito come in ogni ambito sociale, oltre al marcio, ci siano aspetti positivi ed esperienze da valorizzare.

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