Il “Serreinfestival” accende i fari su un’altra Calabria: “Tanti problemi, ma ci sono le energie per ripartire”

Detto da lui ha avuto un effetto un po’ diverso, tanto che il pubblico ha accennato un applauso liberatorio. Quella frase che siamo abituati a ripetere stancamente (“il territorio è bellissimo, ma le strade per arrivarci…”), con cui ha esordito Massimo Giletti sul palco del “Serreinfestival” è stata quasi riassuntiva di un’intera serata impostata secondo lo schema della tavola rotonda moderata dal giornalista de “La7”, che ha privilegiato interventi brevissimi atti trasmettere frammenti di conoscenze ed esperienze.

Al centro del dibattito non c’è stato un argomento specifico, ma tanti schizzi della realtà calabrese. Non necessariamente problemi, ma anche ipotesi di soluzioni e prospettive di sviluppo. Ed inoltre: potenzialità inespresse, vizi e virtù calabresi, casi di eccellenze spesso sottovalutati dalla stessa comunità locale, esigenza di fare rete e mettersi in carreggiata per poter competere. Il microfono è passato nelle mani del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, dell’ex presidente della Regione Agazio Loiero, dei giornalisti Pasquale Motta e Concetta Schiariti, del segretario regionale della Cisal Francesco Cavallaro, dell’imprenditrice Filomena Greco, del presidente regionale di Coldiretti Pietro Santo Molinaro, del direttore artistico del festival Armando Vitale e del già deputato Bruno Censore. Quest’ultimo ha precisato che “il festival è un atto di amore per la Calabria” e che l’obiettivo è quello di “valorizzare il territorio”.
Nel primo blocco è stato affrontato il tema dell’accoglienza con particolare riferimento al “modello Riace”: soprattutto Loiero è andato a fondo della questione concentrandosi sulla figura del sindaco Mimmo Lucano (assente all’evento in quanto protagonista di uno sciopero della fame teso ad impedire lo smantellamento del suo “modello”), possessore di quel “senso di fratellanza ormai disperso” e “persona povera” che, da “utopista”, si è scontrata con la complessità formale del sistema. Bordate alla Lega: “Ha creato stereotipi drammatici”.
Poi il discorso è ricaduto sui rapporti fra politica e criminalità, sulla sanità, sull’utilizzo del fondi europei, sulla burocrazia da rinnovare, sulla viabilità, sui referendum di Lombardia e Veneto che rischiano di “toglierci risorse vitali”. La necessità di “incidere sulla scelta fra l’andare e il restare in Calabria” sollevata da Irto ha riavviato i commenti sull’emigrazione.
In serata, molto apprezzato lo spettacolo condotto da Sebastiano Somma e dedicato a Lucio Dalla e Lucio Battisti.

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