Giuseppe Aieta presenta “Vie d’uscita”

Grazie all’evento organizzato dall’associazione “Visioni”, presso il Salone del Circolo Cittadino di Castrovillari, il consigliere regionale Giuseppe Aieta, ha presentato il volume “Vie d’uscita”. Aieta, dopo aver ringraziato i presenti per la partecipazione, ha spiegato che “Vie d’uscita” non è un libro, bensì una raccolta di pensieri scritti in libertà dedicato ai sindaci e ai giovani. “Il sindaco diventa architetto, costruttore di saperi, idee, competenze “. In questo volume ingloba pensieri, emozioni, storie, che sono frutto di dieci anni di esperienza come sindaco di Cetraro. Nonostante la fatica di amministrare una città complessa, il coraggio e la determinazione hanno spinto l’onorevole a risollevare Cetraro, che sarebbe stata attanagliata da poteri malavitosi, portandola al suo massimo splendore attraverso una politica sana che porta il nome di legalità. Inoltre, ha ricordato tutte le opere che sono state realizzate: teatro, museo, piazze, parcheggi. “Tutto questo- spiega – si è potuto fare grazie a una squadra formata da cittadini, chiesa, amministratori che hanno contribuito a realizzare una stagione di successi. Non si vince con l’autosufficienza, ma con l’alleanza e l’umiltà. Per questo ho scelto vie d’uscita, in quanto la vita è un labirinto pieno di ostacoli e dobbiamo trovare l’uscita, la soluzione giusta con forza. Aggiungo, gli amministratori non si giudicano per quello che dicono, ma per quello che lasciano nei propri territori”. Aieta, persona semplice e umile, è sceso in campo ascoltando i sogni dei suoi cittadini e ha fatto di tutto per far sì che questi sogni si trasformassero in realtà. Nel corso dell’evento sono intervenuti il sindaco Domenico Lo Polito, il consigliere comunale Gerry Rubini, il vicepresidente Accademia “Pollineana Castrovillari”, Pasquale Pandolfi, il dirigente scolastico Istituto d’ istruzione superiore “Garibaldi-Alfano- Da Vinci” di Castrovillari Elisabetta Cataldi. Aieta ha voluto dimostrare come in Calabria si può realizzare qualcosa di buono, si può ricostruire l’identità di un paese, però si può fare solo se si vuole ardentemente, mettendoci la faccia.

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