Furto di auto e rivendita di pezzi meccanici, misure cautelari per tre persone

I militari della Compagnia Carabinieri di Taurianova hanno dato esecuzione ad una misura cautelare nei confronti di tre soggetti emesse dal Gip presso il Tribunale di Palmi su richiesta della locale Procura, poiché ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di ricettazione, riciclaggio e furto aggravato.
Gli indagati, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, la persona e nell’ambito degli stupefacenti, sono un 34enne di Polistena, un 29enne di Rosarno ed un 44enne di Rosarno.
I primi due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre il terzo è stato assoggettato all’obbligo di dimora.
Il provvedimento cautelare conclude un’attività investigativa svolta dalla Stazione Carabinieri di Polistena e avviata a seguito del rinvenimento, all’interno di una officina di Polistena gestita dal 34enne e dal 29enne, di una Fiat Panda rubata poche ore prima a Pizzo Calabro. Al momento del controllo alcune parti dell’autovettura risultavano già manomesse, con il chiaro intento di impedirne la riconducibilità al furto. Successivamente estesa a due rimesse nella disponibilità dei due, la perquisizione ha consentito di trovare numerose parti meccaniche e componenti di autovetture (motori e monoblocchi) di provenienza incerta, nonché un altro veicolo, che i due hanno giustificato come precedenti acquisti, non documentati.
Dopo tale primo intervento, cui è seguita la restituzione dell’auto ai legittimi proprietari, i militari di Taurianova hanno svolto una meticolosa attività investigativa che, attraverso analisi tecniche, accertamenti e riscontri investigativi, ha consentito di dimostrare come parte del materiale rinvenuto costituisse provento di precedenti furti.
Nel suo complesso, l’indagine ha appurato come i due, approfittando della loro attività professionale, abbiano stabilmente acquistato o comunque ricevuto autovetture rubate, per poi asportare i componenti di interesse modificando i numeri e i codici identificativi per ostacolare l’identificazione della provenienza illecita, e disporre di materiale e componenti di auto da rimettere sul mercato delle vendite e delle riparazioni. L’officina, dopo il controllo, è stata chiusa.
Il terzo uomo, con numerosi precedenti anche specifici, era stato incaricato di commettere materialmente il furto della Fiat Panda poi rinvenuta all’interno dell’officina.
I primi due, considerati gli organizzatori di tale sistema delittuoso, risponderanno dei reati di ricettazione e riciclaggio, mentre il terzo è accusato del solo reato di furto aggravato.

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