Forza Italia in Calabria va a fondo nel pozzo dell’egoismo senza voti

La misura di quanto Forza Italia in Calabria sia precipitata nell’abisso dell’insolente mollezza è data, in maniera plastica, dal fatto che tal Nino Foti si sia sentito oggi in dovere di esprimere il proprio pensiero in merito alla crisi di consenso in cui è piombato inesorabilmente il partito. Nino Foti è noto a chiunque, anche ai non addetti ai lavori, solo per un motivo: non ha mai disposto, nel corso della sua, per fortuna breve, carriera politica, di un solo voto

personale. Nell’unica circostanza in cui è asceso ad una carica elettiva, deputato della Repubblica italiana nella XVI legislatura, anno del Signore 2008, ha beneficiato a piene mani dell’inserimento in lista in una posizione tale da consentirgli, senza sforzo alcuno, di fare ingresso a Montecitorio. Pur vivendo stabilmente a Roma, ha guidato per otto anni  Forza Italia in provincia di Reggio Calabria ed oggi, prendendo sul serio la posizione, appena appena onorifica, di vice responsabile Enti locali con delega per il Sud, si è addirittura arrogato il diritto di pontificare sulle nefandezze del partito in Calabria. Ha indossato i panni del fustigatore dei costumi, del resto inguardabili, proposti con ottuso egoismo dalla Coordinatrice regionale Jole Santelli, e si è proposto come possibile ancora di salvataggio per un movimento politico abbondantemente affossato dagli eventi. Immaginare di accreditarsi, per l’ennesima volta, a Palazzo Grazioli mettendo all’indice l’indifendibile gestione di Forza Italia in Calabria è uno sforzo dagli sbiaditi colori patetici. E’ indubbio che la parlamentare cosentina ha avuto una forza devastatrice capace di radere al suolo tutto ciò che le è passato sotto mano da queste parti, ma la soluzione non risiede, certo, nell’affidare la nave in rotta ad un aspirante nocchiero che non ha mai visto il mare aperto della politica. La deputata al vertice regionale del partito è la principale artefice della sua dissoluzione, ma non avrebbe potuto radere al suolo l’intera impalcatura di Forza Italia se non fosse stata supportata da mani altrettanto distruttrici e, sotto questo punto di vista, nessuno, almeno tra coloro che conservino una residuale dose di onestà intellettuale, può tirarsi fuori dalle responsabilità, dirette, dello sfascio. Fa sorridere, a questo proposito, che Nino Foti, proprio lui che delle dinamiche quotidiane della politica di Reggio e della Calabria nulla conosce, inviti a “ripartire dai territori” ed è altrettanto singolare che lo stesso si eserciti in un elogio della necessità di essere “credibili”. Questa sua intemerata, tuttavia, ha avuto, un enorme pregio: quello di aver spento definitivamente l’illusione che Forza Italia possa ancora essere presa sul serio.

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